BARBAGIA

Sa Candelarìa, la tradizione del Capodanno a Orgosolo.

Orgosolo è un paese unico, tra i più straordinari che abbia mai conosciuto. Paese della Barbagia, bellissima regione storica e geografica in provincia di Nuoro, è uno di quei luoghi che non lascia indifferenti, che comprendere a fondo è veramente complesso e la cui conoscenza va per strati, a seconda del grado di “immersione” si ha nella comunità.

Si può visitare Orgosolo e ammirarne i suoi murales; si può approfondire leggendo giornali, riviste e testi di storia, antropologia, arte; si può essere ospitati e accolti nella comunità…

Le tradizioni, l’ospitalità e l’atmosfera di Orgosolo a capodanno: Sa Candelarìa

E’ un paese, Orgosolo, dove le tradizioni sono ancora vive e lontane dalla mercificazione turistica: o sono sconosciute oppure è una sorta di muro di cristallo a separare lo spettatore da chi vive profondamente, da chi guarda a chi sente…

Murales a Orgosolo
Murales a Orgosolo

Il 31 dicembre, a Orgosolo, si celebra Sa Candelarìa, antica usanza che si articola in due momenti: la mattina i protagonisti sono i bimbi, la notte gli “sposi nuovi”. Ovvero tutte le giovani coppie unitesi in matrimonio nell’anno che si è in procinto di salutare. Pare che quest’ultimo aspetto sia giovane di trent’anni. Un’evoluzione della più antica usanza di andare di casa in casa a chiedere, appunto, Sa Candelarìa.

Essa consisteva in primis nella distribuzione di un pane particolare, su cocòne, di forma circolare, soffice e gustoso, e successivamente anche di provviste.

Era un modo attraverso il quale, a Orgosolo, si potevano ricevere un po’ di viveri dalle famiglie più abbienti. Tale sorta di “redistribuzione” avveniva senza vergogne, in quanto si era soliti bussar alle porte nell’oscurità della sera. Quando l’illuminazione pubblica era ancora un miraggio…

Orgosolo e il suo Capodanno: nella casa degli sposi

Sono arrivata a Orgosolo all’imbrunire, molto emozionata e felice di aver la possibilità di vivere da vicino un’esperienza così unica e preziosa. Sono stata accolta a casa dei genitori di Antoni, dove tutto era in ordine, pronto… Dove si celebrava, silenziosa e in serena trepidazione, la solenne attesa di una notte speciale. Dopo cena, a partire dalle ore 23, il paese ha iniziato, pacato, a raggiungere l’abitazione.

Chi arrivava con due amici e una chitarra, chi con fisarmonica, chi in grande compagnia… Adolescenti, gruppi di giovani e giovanissimi, di amici si accalcavano lungo la via, in attesa che arrivasse il loro turno per augurare agli sposi nuovi quanto la tradizione ha insegnato loro, in canti arcaici bellissimi e intensi…

Gli sposi attendevano sull’uscio i compaesani e dopo aver ascoltato i loro versi, li invitavano ad accomodarsi in casa e offrivan loro vino, vov, succhi di frutta e dolci deliziosi. L’invito era, materialmente, a cura di zie e cugine che premurose e organizzate, si muovevano affinché tutto fosse perfetto e i padroni di casa potessero occuparsi, unicamente, di ringraziare i convenuti.

Varie le voci, le intonazioni, l’accompagnamento o meno con fisarmonica e chitarra, ma le parole che, per la notte intera, han risuonato son state queste:

Viva viva s’allegria

E a terra sos ingannos

Bonos prinzipios d’annos

Bos det Deus e Maria

Viva viva s’allegria

Dazzennollu su cocone

Pro more e Zesu Bambinu

Appazas dinare e binu

Tridicu e orju a muntone

Dazzennollu su cocone

E queste, ancor più dirette agli sposi con l’augurio di avere presto figli e che essi possano realizzarsi nella vita e raggiungere vertici prestigiosi:

E unu lizu unu lizu

E Deus bos diat fizu

A gustu Vostru e non meu

E fizu bos diat deus

S’alligret d’ogni montagna

Ch’es bessida Missennora

Paret s’istella Aurora

Chin sos suos assemizos

Deus bos det duos fizos

Fattos ambos a una forma

Unu siat Papa in Roma

S’atteru Re in Ispagna

S’alligret d’ogni montagna

Dazennollu su cocone

Pro more e Zesu Bambinu.

Così, a Orgosolo, è iniziato il mio Capodanno, senza noiosi convenevoli, ma fortunata spettatrice di una comunità di tradizioni e sentimenti ancora vivi che mi ha permesso di vivere, per la prima volta nella mia isola, una sensazione particolare… Un’esperienza al microscopio, la scoperta di un microcosmo ancora ben intatto, dove la cultura italiana ha difficoltà a penetrare e dove i racconti del Tg di Videolina (che scorrevano a ripetizione durante l’ora di pranzo) sembravano distanti anni luce…

E voi come trascorrete il Capodanno?